Jeet Kune Do


 

JKD-partiality-fluidity-emptiness

 

E’ un recente sviluppo di un’arte marziale, non ha migliaia e neppure centinaia di anni, è stato fondato nella sua prima forma da BRUCE LEE verso il 1965 e sempre grazie a lui si è evoluto negli anni seguenti.

“Il Jeet Kune Do è l’allenamento e la disciplina verso la realtà fondamentale del combattimento. La realtà fondamentale consiste nel ritornare alla libertà originaria, che è semplice, diretta e non classica.” (Bruce Lee, Tao del dragone).
Nel Jeet Kune Do, l’individuo é più importante di qualsiasi stile o sistema. Uno dei suoi principali scopi è la vera e libera espressione del singolo individuo che usa le nozioni teorico-pratico apprese senza seguire canoni meccanici, ma adattandosi di volta in volta alla situazione. I principi chiave del JKD sono: economia di movimento e semplicità, ottenere il massimo risultato con il minor dispendio energetico. Dallo studio del Wing Chun tradizionale e in seguito specialmente del pugilato occidentale e della scherma, usando un rigoroso e meticoloso lavoro scientifico, Bruce Lee elaborò una nuova visione dell’arte marziale. Questo approccio a 360, distinse via via sempre più Lee da ogni altro praticante marziale e nel 1966, decise di dare un nome al suo “stile senza stile”: Jeet Kune Do.
Il Jeet Kune Do non ha mai voluto essere uno sport da ring, non ha regole da gara. La difesa personale, ossia il confronto reale con un avversario, resta il punto focale per il praticante di JKD. Il praticante di JKD vuole concludere lo scontro il più velocemente possibile. Non vuole scambiare colpi con l’avversario.

Il Jeet Kune Do è un’arte marziale efficace per la difesa personale reale, è un processo continuo di crescita personale e conoscenza di se stessi

IL JEET KUNE DO DALLE PAROLE DEL FONDATORE BRUCE LEE

 

IL JEET KUNE DO COSA NON E’ (di Bruce Lee)

In passato si è scritto molto sul Jeet Kune Do (JKD), sia qui sia a Hong Kong. Tuttavia, nessuno degli articoli scritti coglie il nucleo fondamentale; si tratta meramente di una questione di grado di precisione.
Sono il primo ad ammettere che ogni tentativo di cristallizzare il jeet kune do in un articolo scritto non sia un compito facile. Al contrario, è difficile scrivere che cosa sia il jeet kune do, mentre risulta un pò più facile scrivere che cosa non è.
Spero che i miei compagni di arti marziali possano leggere i paragrafi seguenti con mente aperta, lasciandosi alle spalle il peso delle opinioni e delle conclusioni preconcette; questo atto, tra l’altro, ha in sè un potere liberatorio, dopotutto l’utilità di una tazza da tè risiede proprio nel suo essere vuota…..

…….Quindi per favore, uscite dal guscio del vostro isolamento protettivo, per entrare in relazione, direttamente con quanto sto dicendo; ancora una volta ritornate ai vostri sensi, finendola con tutto quel confuso borbottio intelletuale o mentale….

…….ricordatevi anche, che io non sto cercando la vostra approvazione e neppure di indurvi a pensare come me. Sarei molto più che soddisfatto se, in seguito a questo articolo, d’ora in poi, invece di strutturare la vostra mente e dire: “allora questo è così e questo è cosà”, imparaste ad indagare voi stessi.

……….In breve, dunque, il JKD non è una forma speciale di condizionamento con una serie di credenze e un approccio particolare. Non si accosta al combattimento da una certa prospettiva, ma da tutte le prospettive possibili, e anche se il JKD utilizza tutti i modi e gli strumenti per raggiungere il suo scopo- dopotutto, l’efficenza non è altro che ottenere risultati- non ne viene affatto limitato, e per questo è libero.

Definire il JKD come uno stile (kung fu, karate, kickboxing, combattimento da strada di Bruce Lee ecc.) significa mancare del tutto il bersaglio, semplicemente perchè il suo insegnamento non si può ridurre a un sistema.

Quindi non è naturalmente contro o a favore di nessuno stile. Per comprenderlo pienamente, bisogna trascendere la dualità dell’a favore di, o contro di e guardare al tutto organico.

Nell’assoluto semplicemente non vi è distinzione, tutto è. Un buon praticante di JKD si affida alla diretta intuizione…..

BRUCE LEE 
(1971)